Si è concluso sabato a Pompei e Castellammare di Stabia il 3° Congresso Nazionale del Fiore, tre giornate intense in cui produttori, tecnici, ricercatori e professionisti del settore si sono confrontati sul presente e sul futuro del florovivaismo italiano.
Abbiamo parlato di ciò che oggi conta davvero per chi coltiva fiori in Italia, come:
-affrontare i cambiamenti climatici,
-innovare senza perdere la nostra identità,
-rendere più competitiva una filiera che ha grandi potenzialità ma anche sfide concrete.
C’è stato spazio per il contributo delle università, per l’esperienza delle aziende, per il punto di vista dei floral designer e dei wedding planner che ogni giorno lavorano con il prodotto finale.
Il Congresso ha attraversato luoghi simbolici come il Teatro Di Costanzo-Mattiello e la Reggia di Quisisana, e ha portato molti partecipanti direttamente dentro le aziende floricole del territorio. Un modo semplice e concreto per vedere da vicino il lavoro quotidiano dei produttori e capire cosa significa davvero “fiore Made in Italy”.
Uno dei temi più sentiti è stato quello della sostenibilità, affrontato come esigenza quotidiana delle aziende, per esempio con l’impiego di materiali a km zero per la terra per sostituire torba e fibra di cocco, il progetto di vasi biocompostabili, l’uso di energie rinnovabili per il riscaldamento delle serre e un attento uso dell’acqua.
Per noi di Firmato Dagli Agricoltori Italiani è stato un momento utile per ascoltare, raccogliere idee e riconoscere il valore delle persone che tengono in piedi questo settore.